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06/08/09

Estate Western

0 Estate Western 10 Samy

X - Down by the River

Sotto un sole che pigramente finisce il suo percorso, indugiando prima di abbassarsi oltre l'orizzonte, due cavalieri, un uomo e una donna, procedono al passo, lanciandosi sguardi e sorrisi, accompagnati da qualche parola che dice molto più di quanto significhi. Tessy si lascia guidare dalla fanciulla indiana, che lo sta portando nel suo paradiso segreto. Gli sembra di non essere mai stato così vivo. Il tramonto sulla Monument Valley ha, quella sera, i colori di una benedizione.

- Ascolta - dice Magaskawee, scendendo da cavallo di fronte al torrente - l'acqua ti sta dando il benvenuto. Ora è contenta... stamattina ce l'aveva un po' con me perché non ti avevo mai portato qui...

- Non potevo andarmene senza aver fatto la sua conoscenza... me ne hai parlato così tanto, di questo posto, che mi sembra di essere già stato qui un sacco di volte... insieme a te... ma forse era nei miei sogni.

Magaskawee abbassa la testa, per non far vedere le sue gote colorarsi di vermiglio, a quella confessione.

- E' davvero magnifico... - sussurra Tessy, voltando lo sguardo in ogni direzione - potrei restare qui per sempre!

- E cosa te lo impedisce? - chiede Maggie, chinandosi a raccogliere una pietra, che poi getta nel torrente.

Tessy la imita, raccogliendo a sua volta un sasso rosso e levigato - In teoria niente. In pratica però ho già dato la mia parola agli organizzatori del Raduno Annuale di Oklahoma City... e altre due o tre mezze parole per rodei in giro per il Midwest. Ne ho per almeno un anno...- Capisco. Per un cow boy la parola data è legge - dice Maggie abbassando la testa, dispiaciuta - Pensi che, una volta esauriti questi impegni tornerai?

Tessy solleva la falda dello Stetson – Contaci - risponde, con un sorriso che apre in due il cuore della ragazza - Ma, pensandoci, perché non vieni con me?

Maggie spalanca gli occhi, sorpresa da quella improvvisa e inaspettata richiesta - Mi piacerebbe - riesce a balbettare infine - Ma anche lasciando la gestione dell'Old Wild West a Jim, il torrente non mi perdonerebbe se l'abbandonassi, anche se solo per qualche anno... i miei antenati credevano che l'anima della nostra famiglia fosse legata allo scorrere di queste acque, tanto da prenderne il nome, Clearwater... e ci credo anch'io.

Questa volta è Tessy ad abbassare lo sguardo, annuendo in segno di comprensione. I due rimangono in silenzio per lunghi istanti. Dietro di loro, poco distanti, Green Waver e Blue Angel li fissano, quasi proteggendone l'intimità dei pensieri. Solo il torrente parla, con la sua voce di cristallo sempre uguale, sempre diversa.

- Allora penso ci rivedremo qui - dice infine Tessy, avvicinandosi a Magaskawee e prendendole la mano - fra un anno o poco più...

- Ti aspetterò- mormora la ragazza, sorridendo.

Sta per aggiungere qualcosa, ma le sue parole rimangono a fior di labbra, quelle labbra che Tessy, chinandosi dolcemente su di lei, inizia a baciare con tenero trasporto, che ha il sapore di una promessa.

FINE

01/08/09

Estate Western

0 Estate Western 09

IX - Il giorno dopo

E' finita, Green Waver, ci siamo guadagnati una coppa e 5000 dollari, per tirare avanti più o meno bene qualche mese, fino al prossimo rodeo... dunque, se non sbaglio sarà a Tucson, no, no, quello è a dicembre... stai perdendo colpi, vecchio Tessy, nemmeno ti ricordi più la sequenza delle corse?
Tu che dici, Greeny? Sarà l'età, che incomincia a ingarbugliarmi i pensieri nel cervello, oppure quello è già ingarbugliato a causa di qualcos'altro?
Non fare quella faccia, smetti di ridacchiare, stupida cavalla! Si, lo so a cosa stai pensando, ma non metterti strane idee in testa. Tu l'hai mai visto John Wayne innamorato? No, ovvio, quello aveva troppo da fare a scaricare la sua sei colpi su tutti i musi rossi che gli passavano davanti... a me, finora, ne è passata davanti solo una, di indianine, e su di lei non scaricherei mai la mia sei colpi!
Però c'è una cosa che mi ingarbuglia i pensieri più di tutte le altre, e su questo mi sa che il tuo intuito equino ha visto giusto, Greeny. Quella cavalcata in posti mai visti, di cui mi parlava Maggie poco fa, mi ispira di brutto... e anche a te immagino, che da sei anni non fai che sbattere gli zoccoli su piste polverose o arene di terra battuta... che dici? Tanto al momento non ricordo qual è il prossimo rodeo, e non ho nemmeno troppa intenzione di concentrarmi per vedere se mi torna in mente. Giriamo il culo della Chevy e ce ne torniamo a Saddlestar? Si, okay, okay, ce ne torniamo da Magaskawee, okay, okay, maledetta cavalla, che non ti si può nascondere nemmeno lo scarabocchio di un pensiero!

Stamattina la sosta al torrente non mi ha giovato molto, non so perché ma non riuscivo a smettere di pensare che probabilmente non rivedrò il cow boy di San Francisco mai più. Anche l'acqua pareva scorrere più lentamente... sembrava rammaricata per non aver conosciuto Tessy, dandomi la colpa del mancato incontro.
Ora mi appresto ad affrontare l'ennesima giornata, a sopportare le urla e le risate delle solite facce che riempiranno il locale, e la mia testa, fino a stasera.
Generalmente trovo la compagnia di quelle persone un divertimento, più che un lavoro... ma oggi solo il pensiero di avere a che fare con loro, rispondere alle loro battute, sorridere forzatamente, mi reca tormento.
Sarà che negli ultimi giorni ho passato troppe ore a parlare con Tessy... forse perché era una faccia nuova, ma una compagnia gradevole come la sua prima non l'avevo mai trovata. E ora mi manca...
Lui è l'unica persona con cui avrei condiviso volentieri il mio posto segreto. Mi sarebbe piaciuto mostrargli l'acqua del torrente, che con le prime luci dell'alba sembra oro che scorre per le vie della libertà... chissà se un giorno riusciremo a mantenere la promessa che ci siamo fatti ieri sera... chissà se lui realmente prima o poi ritornerà a Saddlestar... e si ricorderà ancora di me..?
Il locale comincia a popolarsi, arrivano i primi amici... sono già pronte le uova al bacon e patate per Chuck, e il caffè bello forte per Bill... ma chi è quel tipo col cappello sugli occhi, che si sta avvicinando alle ante con tutta l'intenzione di entrare? Io quello Stetson lo riconosco... ma non è possibile sia lui... Tessy in questo momento sarà già lontano, sicuramente fuori dall'Arizona.
Ma non mi sbaglio, quello Stetson è proprio il suo!

Su California Vision:

California Story I

22/07/09

Estate Western

0 Estate Western 08 Robi

VIII - La festa

Scesa la sera e spente le luci sull'arena, i riflettori erano ora puntati sul vasto spazio limitrofo, dove era in pieno svolgimento la festa dedicata ai partecipanti al rodeo. Una serie di stand, attrazioni, e postazioni approntate per il ristoro dei numerosi convenuti, la maggior parte arrivata da Kayenta, riempiva un'area di circa mezzo acro. In fondo allo spazio il palco dove si sarebbe svolta la premiazione era occupato dalla migliore band di musica Country della Contea, che con le note di una dinamica versione  di Stop the World and Let Me Off aveva attirato una cospicua fetta di pubblico a battere le assi della pista da ballo coi loro stivaloni di cuoio decorati con motivi fantasiosi.
Tessy si trovava al centro di un gruppo di ammiratori e giornalisti locali che lo tempestavano di domande, richieste di autografi, cercavano di stringergli la mano e si complimentavano per la sua vittoria.
Magaskawee rimaneva in disparte, appoggiata al banco di un chiosco di bibite, sorridente e felice che tante attenzioni fossero rivolte al suo amico, anche se questo limitava il tempo che avrebbe potuto trascorrere insieme a lui.
Fu quindi con una certa gioia che vide Tessy rivolgerle diversi sguardi, salutare le persone che lo circondavano e dirigersi svelto verso di lei.
-Pufff!!! E' meno faticoso domare un puledro selvaggio!- esclamò il cow boy scoppiando a ridere.
-Che ci vuoi fare?- rispose Maggie sollevando leggermente il bicchiere di limonata che teneva in mano, -E' il prezzo da pagare per essere una Star!
-Speriamo non ci siano altri giornalisti ad aspettarmi fuori la mia villa a Beverly Hills!- disse lui, continuando a scherzare.
A quella risposta Maggie diventò improvvisamente seria, -Quindi torni a casa?- chiese.
Tessy sistemò la falda dello Stetson, un gesto che faceva sempre quando si trovava in imbarazzo, cosa che Maggie aveva imparato a riconoscere, -Si, penso di partire subito dopo la premiazione... così arriverò a San Francisco entro un paio di giorni... sempre che il cuore di metallo della mia carretta non mi lasci a piedi un'altra volta!
-Hai sempre Green Waver, no?- disse Maggie ridendo.
-Ma non una ragazza indiana che mi viene a salvare...
Maggie abbassò lo sguardo imbarazzata. Rimasero così in silenzio per alcuni istanti.
-Sono stato bene questi giorni... magari capito di nuovo dalle tue parti e ti vengo a trovare- disse infine Tessy, rompendo quell'atmosfera strana che si era creata fra loro.
-Sarebbe bello,- commentò la ragazza, sorridendo, -e se faremo un'altra cavalcata, stavolta ti porterei lontano dalla strada... in posti che non immagini nemmeno, cow boy!- aggiunse facendogli l'occhiolino.
Tessy stava per rispondere, quando dagli altroparlanti una voce enfatica ed esaltata chiamò i partecipanti al rodeo sul palco, per la premiazione. Tessy e Maggie si fissarono per un istante, senza parlare.
-Devo andare- disse lui infine, con un tono che non lasciava trapelare l'euforia del vincitore di una gara.
-Resto fino alla tua premiazione, poi devo proprio scappare. Mi dispiace, ma è già tardissimo...
-Allora ci salutiamo qui.

Mentre Tessy sollevava la coppa accolto dal boato della folla che lo festeggiava, e una nuvola di cappelli volava in aria, Maggie, con un profondo sospiro e gli occhi velati da un'ombra di tristezza, si voltò, dirigendosi verso l'uscita dell'area della festa.
Il cow boy, con la coppa troneggiante sopra la testa, ma senza traccia di euforia sul volto, la guardava scomparire nella notte.

16/07/09

Estate Western

0 Estate Western 07 Samy

VII - Il Rodeo

Gli spalti sono gremiti di gente rumorosa che festeggia ogni partecipante, come se il sole rovente non bastasse ad infiammare l'aria polverosa in cui si destreggiano i cow boy.
In mezzo alla folla, Maggie assiste alla gara distinguendosi dagli altri per la compostezza con cui fissa il recinto, dove i cavalli scalpitanti tentano di scrollarsi di dosso i cavalieri. Ha già assistito a rodei, essendo cresciuta tra ranch e praterie, ma questo sembra aspettarlo con particolare impazienza. Evidentemente la presenza di Tessy ha un ruolo importante nel suo interesse per la competizione.
Il suo amico cow boy è già pronto alla selvaggia cavalcata. In equilibrio sulla staccionata aspetta che il cavallo venga liberato nel recinto. Un boato alle sue spalle lo avverte che quel momento è arrivato. Con un abile balzo salta in groppa a un giovane morello che sbuffa al peso improvviso, inarcando la schiena e cercando di disarcionarlo. Maggie non riesce a trattenere un grido di allarme, ma Tessy rimane saldamente sul dorso dell'animale.
Il morello inizia a correre in cerchio lungo tutto il recinto che delimita l'arena; dal pubblico salgono grida di incitazione, sorpresa, e c'è anche chi fa sentire che ha puntato su altri cow boy, urlando contro Tessy, che pare isolato da tutto quel baccano, concentrato unicamente a concludere la sua gara rimanendo in groppa al cavallo imbizzarrito.
Maggie cerca di mantenere la calma, ma non riesce a contenere l'agitazione dovuta alla preoccupazione che possa succedere qualcosa al suo amico. Malgrado l'evidente esperienza gli è stato assegnato un cavallo di cui anche gli angeli avrebbero timore.
Ma Tessy non si lascia impressionare dalla furia scatenata del giovane stallone, mantiene saldamente la presa sulle redini, seguendo con abili colpi di reni i bruschi sbalzi dell'animale.
Si destreggia con tale bravura che la totalità del pubblico comincia a lanciargli grida di incitazione e incoraggiamento, compreso chi in precedenza gli urlava contro. Al di là della staccionata, nell'area riservata ai concorrenti, anche altri partecipanti esprimono la loro ammirazione con ampi gesti di approvazione per il loro valente avversario.
Lentamente la furia irruente della bestia selvaggia si placa, lasciando il posto ad una rassegnata capitolazione. Con un ultimo sbuffo e battendo gli zoccoli sul terreno, proclama la vittoria del cow boy, dirigendosi verso il centro dell'arena, dove si ferma, scuotendo la criniera, sotto l'apoteosi di grida del pubblico esaltato che festeggia il vincitore del rodeo.
Maggie salta in piedi, non riuscendo più a contenere l'entusiasmo salito alle stelle. Solleva le braccia applaudendo il suo cow boy, urla il nome di Tessy a squarciagola, e saltellando come una cerbiatta, manifesta tutta la sua gioia.
Il cow boy vittorioso fa un giro d'onore in groppa allo stallone, rispondendo all'esultanza del pubblico agitando lo Stetson che tiene in mano, in cenno di saluto. Arrivato al settore dove si trova Maggie, ferma lo sguardo su di lei, e le sorride. La ragazza abbassa lo sguardo, ma non prima di avergli lanciato un timido bacio. Tessy, con un gesto repentino, le lancia il cappello, che lei afferra al volo stringendolo al petto come un tesoro prezioso.
In attesa della premiazione il pubblico lentamente placa la sua esuberanza, tranquillizzando l'atmosfera. Tessy esce dall'arena, sparendo dietro il settore dell'organizzazione, Maggie torna a sedere con lo Steson in grembo, salutando la fine di una giornata adrenalinica e piena di emozioni non solo sportive.

19/06/09

Estate Western

0 Estate Western 06 Robi

VI - Indiani e Cow Boy

Tessy-

Alla fine sono rimasto all'Old Wild West tutto il giorno, anche se avevo programmato di girare un po' per la cittadina. Il fatto è che quando trovo un luogo accogliente, con un'atmosfera ospitale, e ottima cucina dell'Arizona che non guasta -sia benedetta nonna Daisy e i suoi fornelli!- anche la mia animaccia nomade tende a rilassarsi. Essere un cow boy mica significa che devo impolverarmi tutto il giorno, correndo di qua e di là all'aria aperta, senza concedermi pause! E poi la compagnia di questa piccola squaw è la migliore mi sia capitata da anni a questa parte. Diciamola tutta, Maggie è una ragazza così in gamba che ti porta a pensare il buon Dio abbia finalmente concesso un po' di cervello anche alle donne! Di più, oltre che in gamba è anche simpatica, dolce e pure tanto carina... quasi più carina di Green Waver. A proposito, ormai la mia macchina sarà pronta. Domani potrò proseguire per Kayenta e andare a vincere quel maledetto rodeo. Già, Kayenta. Chissà se ricapiterò mai da queste parti. Non faccio mai programmi, quindi è possibile non riveda più l'Old Wild West, Mike il meccanico, e Magaskawee, la dolce indianina imprenditrice. Mmmm... questo è un peccato, altroché se lo è! Ormai mi stavo affezionando al suo sorriso, a quel modo di fare gentile ma sicuro, alle sue battute... e anche alle bistecche che cucina, certo! A parte gli scherzi, però potrei magari chiederle se ha voglia di venire a vedermi cavalcare a Kayenta. Sempre se può lasciare il suo locale per un giorno. Beh!, corpo di mille diavoli, come direbbe John Wayne, che ho da perdere a chiederglielo? Al limite mi becco un “no” e me ne vado a Kayenta da solo. Anzi, non da solo. Ci vado comunque con Green Waver.

Magaskawee-

Parlando con Tessy, il cow boy che sembra uscito dal passato, il tempo è volato via in un soffio, e si è già quasi fatta ora di chiusura. Tessy sta sorseggiando il suo ultimo caffè, mi ha detto che ne beve tanti per caricarsi in vista della gara. Gli occhi di questo buscadero mi intrigano non poco... a volte incrociando il suo sguardo mi è sembrato di vederci fiamme simili a quelle delle frecce incendiarie che lanciavano i miei antenati. E' un tipo interessante, diverso dai cow boy che ho visto nell'arco della mia vita -e vivendo da queste parti ne ho visti veramente tanti!-, in lui leggo una sensibilità che negli altri scarseggia, nonostante faccia di tutto per nasconderla. E' anche divertente parlarci e poi... è veramente molto affascinante. Lo guardo tra una faccenda e l'altra e noto che in questo ambiente si trova a suo agio, anzi sembra proprio fatto apposta per vivere in un contesto del genere. Un po' mi dispiace che domani ripartirà in cerca di gloria, mi sarebbe piaciuto continuare ad interagire con lui. Ma se il corso degli eventi lo concederà, ci rincontreremo e potremo approfondire la conoscenza. Ecco che si avvicina, guardandomi in modo strano, probabilmente chiederà il conto, ma visto che è stata un'ottima compagnia e mi ha aiutato a smaltire la giornata di lavoro in modo leggero, gli offrirò le portate che ha consumato.

Mentre osservo l'acqua del Torrente scorrere placidamente ripenso a Tessy e alla piacevole sorpresa che mi ha dato invitandomi al rodeo. Razionalmente volevo dirgli di no, in quanto il lavoro mi impegna senza sosta, ma istintivamente gli ho risposto di si. Era così tenero mentre mi chiedeva di assistere alle sue avventurose cavalcate, che non sono riuscita a fare altrimenti! Del resto se per un giorno affido il locale a Jim il mondo di sicuro non cadrà!

23/05/09

Estate Western

0 Estate Western 05

V - Colazione da Maggie

Affamato e finalmente in grado di concedersi una pausa, Tessy entra con sicurezza nel saloon, spingendo le ante. Green Waver, in questo momento, starà già saziando il suo appetito, nel Maneggio attrezzato per i cow boy di passaggio diretti a Kayenta, poco distante dall'officina di Mike.

In due passi è già al bancone, solleva lo sguardo da sotto lo Stetson... e non riesce a trattenere un'esclamazione di sorpresa:

-Maggie!? E tu che ci fai qui?

-Ciao cow boy! Pensavo che ci saremmo rivisti, ma non così presto. Benvenuto nel mio locale.

Tessy piega l'angolo della bocca in un sorriso:

-Il 'tuo' locale? Vuoi dire che questo saloon è tuo? Cioè... proprio tuo tuo?

-Ti sembra così strano cow boy? L'Ottocento è passato già da un po'!- risponde Maggie con sguardo ironico, e trattenendo una risata.

-Beh, non si direbbe, -replica il buscadero, divertito, -almeno a vedere come hai sistemato questo posto,- continua osservando l'arredamento in stile Far West, in legno non laccato, con selle, finimenti e altri accessori tipici della vita dei cow boy appesi alle pareti, -e poi, si chiama Old Wild West, vero?

-Una delle poche cose dell'era moderna che mi piace è il fatto che indiani e cow boy non siano più in lotta tra loro- risponde la ragazza sorridendo, -caffè?- gli chiede poi porgendogli una cup, e alzando la caraffa.

Tessy annuisce, -E' una cosa che piace anche a me... non intendo il caffè, cioè, non solo quello. Se fossimo nell'Ottocento probabilmente saresti a caccia del mio scalpo!- conclude scoppiando in una sonora risata.

-Non credo... discendo da una famiglia che si è sempre prodigata per la pacifica convivenza con l'uomo bianco! E' questo che mi ha spinto a rilevare e ridare nuova vita a un vecchio saloon abbandonato all'urbanizzazione.

Sollevando la falda dello Stetson, Tessy beve un sorso di caffè, -Sei una tipa in gamba, Maggie. Mi sa che cominci a piacermi. A parte gli scherzi, hai messo su proprio un bel locale, accogliente, di gusto... spero la tua cucina sia all'altezza!- dice sorridendo, -Rimanere in panne in mezzo al deserto, e quella cavalcata a rotta di collo mi hanno messo decisamente fame!

-Cucina tipica dell'Arizona. Appresa direttamente dalla miglior Scuola dello Stato: nonna Daisy, la mia vicina di casa che sopporta le mie irruzioni ai suoi fornelli da quando avevo cinque anni!- risponde lei ridendo, -preferisci restare al banco o vuoi accomodarti a un tavolo?

-Rimango qui, così facciamo due chiacchiere... sempre che non ti disturbi, visto che hai da fare.

-Non preoccuparti cow boy, ci sono abituata alle chiacchiere mentre lavoro!- risponde Maggie, facendo saltare le uova con destrezza, rivoltandole nella padella.

Tessy si sistema sullo sgabello, togliendosi lo Steston e stiracchiandosi.

L'Old Wild West, intanto, inizia a popolarsi: gente del paese che entra, salutando Maggie e accomodandosi ai tavoli o al banco; altre persone che Tessy identifica immediatamente come cow boy di passaggio -probabilmente buscaderi diretti al Rodeo di Kayenta come lui. Un paio sono vecchie conoscenze, coi quali scambia qualche impressione o un veloce saluto. Anche Maggie pare conoscerne alcuni, probabilmente perché Saddlestar è proprio sulla strada dei principali rodei della zona.

Però -ma forse è solo un'impressione- a Tessy pare la ragazza dedichi più attenzioni. Gli sembra che le sue uova abbiano più bacon di quelle degli altri, la sua cup più piena di caffè, e generalmente lei si intrattenga molto di più con lui che con chiunque altro si trovi nel locale.

 

03/05/09

Estate Western

0 Estate Western 04 firme IV – The Old Wild West

Maggie-

E' tempo di rodei, e il mio locale tra poco comincerà a affollarsi di cow boy in cerca di qualcosa di consistente che appaghi la loro fame fisica e di vittoria nelle competizioni di Kayenta.

Mentre aspetto che arrivino a bordo dei loro cavalli di metallo, comincio a preparare bistecche e patatine in gran quantità. Ho mandato Jim ad aiutare il fornitore alle prese con lo scarico dei fusti di birra.

E' così che mi guadagno da vivere, offendo un ambiente accogliente a chi -di passaggio, o abitante di Saddlestar- voglia trascorrere qualche ora di svago nel mio locale, The Old Wild West.

Fra il rumore delle uova che friggono nel grasso del bacon e il profumo del caffè, i miei pensieri si muovono in direzione di Tessy, il cow boy incontrato qualche ora fa. Non è il primo buscadero che soccorro in panne, nel mezzo del deserto, ma nei suoi occhi c'era una luce diversa da quella che normalmente trovo negli sguardi degli altri. Nelle sue iridi non c'è solo sete di vincere una competizione, e incassare il sostanzioso premio. E' come se per lui fosse ragione di vita. Come se partecipare ai rodei lo avvicinasse a un ideale di vita, che per lui rappresenta la libertà.

Da quello che ho percepito incrociando i suoi occhi, anche lui come me vive la contemporaneità per obbligo di nascita, ma sente più affini a se stesso i tempi in cui i cow boy cavalcavano stalloni di sangue e muscoli, invece di quelli di benzina e pistoni.

Come a materializzare i miei pensieri, ecco che la sua figura si fa strada nel locale, spalancando le piccole ante del mio saloon dei tempi moderni.

Tessy-

Mike il meccanico, prima di andare a recuperare la mia vecchia Chevy, mi ha accompagnato al Old Wild West. Ha detto che non c'è posto migliore a Saddlestar dove poter mangiare un boccone, e riposare la testa e il corpo, mentre aspetto mi ripari la carriola.

Old Wild West! Un nome proprio indicato per questo che, almeno da fuori, sembra un saloon d'altri tempi. Spero almeno la colazione non risalga agli anni dei pioneri!

Facendo due calcoli, se Mike ce la fa a riparare la Chevy in due ore -come ha detto- dovrei arrivare a Kayenta prima di sera. Otto ore di sonno, e sarò pronto per vincere il rodeo. Non me ne frega niente dei soldi, è una questione di principio, e i principi si portano avanti a mente riposata.

Non so perché ma non riesco a togliermi dalla testa quella ragazza, Maggie l'indiana. Non perché sia la tipa più carina che abbia visto da almeno cinque anni a questa parte. Cioè, anche per quello, ma è stato qualcosa che mi pare di aver letto fra i suoi gesti e le parole, quello sfidarmi nella corsa attraverso il deserto, la sua spontanea e disinteressata offerta di aiutarmi ad avermi colpito. Ragazze così non se ne incontrano spesso. Anzi, non se ne incontrano e basta.

Direi che, se decidessi un giorno di smetterla coi rodei, e mi sentissi pronto a mettere radici in qualche posto, magari tirando su un paio di marmocchi, vorrei una compagna come Maggie. Perché, almeno mi è parso, lei vede e sente la vita moderna come me. Più un obbligo da rispettare -nel migliore dei modi- che una miniera piena di possibilità. Fosse per lei la General Motors potrebbe chiudere domani. E io le darei ragione.

Ma basta pensare alle gonnelle, Tessy! Ti aspetta una giornata lunga e noiosa, tanto vale cominciarla con una succulenta colazione, qui all'Old Wild West!

E visto che sembra essere tornati indietro nel tempo, con queste ante molto “John Wayne”, facciamo un'entrata degna di un vero cow boy.

05/04/09

Estate Western

0 Estate Western 03 firme III
Il selvaggio West

-Serve aiuto, cow boy?- chiede Magaskawee, scendendo da cavallo, e avvicinandosi a Tessy, che rimane appoggiato alla fiancata della macchina.

-Se sei un meccanico, un aiuto lo gradirei, altroché!

La ragazza sorride, dando occhiate veloci all'auto ferma sul ciglio della strada, sotto i primi raggi del sole, ancora tenui, ma che preannunciano una giornata arida e rovente, e al carrello appendice.

-Mai fidarsi dei motori meccanici, prima o poi ti tradiscono... hanno il cuore di metallo, freddo e artificiale. Quello di Blue Angel,- dice, accarezzando il suo cavallo, -non mi tradirebbe mai!

Tessy ricambia il sorriso, -Nemmeno quello di Green Waver, se è per questo,- a quel nome un allegro nitrito esce dal roulottino, -ma la strada è lunga da Frisco a Kayenta a dorso di cavallo!

-Vieni da San Francisco? Da qui al paese ci sono poche miglia, invece,- risponde l'indiana ridendo, -sella Green Waver, ti accompagno dal meccanico.

Tessy e Magaskawee cavalcano al piccolo trotto, mentre il Sole continua la sua parabola nel cielo, arroventando sempre di più l'atmosfera. Il buscadero osserva curioso le sentinelle di roccia che sorvegliano il deserto rossiccio. Le ha viste tante volte nei film, immaginando come sarebbe stato trovarsi al loro cospetto. Ora che c'è prova una strana sensazione, come essere catapultato nel selvaggio West dei suoi miti. Il fatto di cavalcare in quel territorio fianco a fianco con un'indiana, amplifica la sensazione di trovarsi ai tempi delle diligenze, e gli archi con le frecce.

-Hey!- esclama Magaskawee, -Ne avrai di tempo per ammirare il panorama, una volta riparata la macchina. Ora prova a starmi dietro!- conclude, lanciando Blue Angel al galoppo.

Tessy, con un brusco salto temporale che lo riporta al presente, incita Green Waver a seguire l'agile ed elegante stallone, che già l'ha distanziata di alcune decine di metri.

La corsa lungo la pista di terra battuta, che si allontana sempre di più dall'autostrada, addentrandosi in pieno deserto, prosegue per una decina di miglia, con Magaskawee che mantiene la testa, e Tessy che continua a incitare la sua giumenta affinché non perda terreno.

L'andatura sostenuta ha un rallentamento una volta raggiunta la periferia del paese. Magaskawee ferma Blue Angel davanti a uno stabile anonimo, sulla cui porta campeggia la scritta “Mechanical Services”. Senza aspettare che Tessy la raggiunga, dà al meccanico -che, avendo sentito il rumore degli zoccoli dei cavalli sull'asfalto, è uscito dall'officina- alcune indicazioni. Quindi lo saluta, proprio mentre il buscadero sta scendendo di sella.

-Gli ho spiegato dove si trova il tuo stallone di metallo- gli dice con tono ironico, -Mike è il miglior meccanico del West, vedrai che in un paio d'ore potrai riprendere il tuo viaggio per Kayenta.

-Ti ringrazio. E' stata una vera fortuna che tu passassi da quelle parti. Se non fosse per te ora starei friggendo sotto questo sole impietoso... e grazie anche per la corsa!

-E' un dovere da queste parti soccorrere i cow boy in difficoltà... e in alcuni casi anche un piacere- risponde, facendogli l'occhiolino, dopo aver dato una rapida occhiata alla figura alta e prestante di Tessy, -Ora devo andare, ti lascio in buone mani, e sono sicura che ci rivedremo presto. A proposito, io sono Magaskawee, Maggie per gli amici- conclude, porgendogli la mano, e un sorriso aperto e spontaneo, che mette in risalto i perfetti lineamenti del bel viso.

-Ci conto Maggie. Io sono Tess, Tessy per gli amici- replica lui stringendole la mano.

-Allora a presto, Tessy- dice lei, rimontando a cavallo.

-A presto Maggie... ma dove ti trovo?

-Lo scoprirai presto!- risponde la ragazza, che senza aspettare replica, parte al galoppo.

Tessy la osserva allontanarsi, abbassandosi la falda dello Stetson, che copre il suo sguardo divertito, e profondamente affascinato.

29/03/09

Estate Western

0 Estate Western 02Tessy firme II
Tessy
L'alba nel deserto dell'Arizona ha i colori di una carezza a lungo attesa. Esplode quasi senza preavviso, spuntando dietro i picchi di roccia che si stagliano contro un cielo scuro, improvvisamente rischiarato da strisce di luminosità quasi divina. E' uno spettacolo capace di fermare il cuore, o far ripartire un cuore in panne.
Mi chiamo Tessy, Tessy Roberts, e giro per i Rodei. A volte mi piace presentarmi come fossi un cow boy, e in verità, il mio lavoro non è molto diverso da quello dei vaccari che, cent'anni e passa fa, domavano stalloni e giovani torelli, nei ranch sparsi per il West. Venivano pagati, per farlo, e anch'io vengo pagato, che il mio sia solo entertainment per turisti, cambia poco.
La mia compagna si chiama Green Waver, una giumenta di sei anni, bella come il sole, bianca, con la criniera e la coda di un castano fulvo che sembra dipinto, e un segno a forma di stella, più scuro, quasi rosso, sulla fronte. Mi vuole un bene dell'anima, e non la tradirei mai. Per un'altra cavalla, chiaro. Che se trovassi la donna della mia vita -e a quarant'anni suonati, ormai, nemmeno ci credo più- magari mollerei i rodei, e la mia esistenza nomade di buscadero. Però, forse, cercherei di convincerla a far amicizia con Wavy, alla donna della mia vita, dico.
Avere un paio di Grazie protettrici come Green Waver, e la donna della mia vita, sarebbe come vincere la lotteria nazionale per due volte di fila. E chissà che, sotto il cielo dell'Arizona, questa eventualità non sia già stata contemplata. Di certo non oggi. Perché la macchina mi ha piantato, fermandosi di colpo, e rifiutandosi di ripartire, proprio a due passi dal Parco Nazionale Navajo di Monument Valley.
Sto andando a Kayenta, per un raduno di gente come me, una convention in vista del prossimo Rodeo di Prescott, che si terrà a Giugno, e la mia Chevy mi ha mollato improvvisamente, mentre da dietro i Ray-Ban a goccia stavo ammirando una delle albe più belle avessi mai visto, farsi strada all'orizzonte, dietro le sentinelle di roccia piazzate lì millenni fa, da un Regista più bravo di John Ford.
Wavy, chiusa nel roulottino sul carrello, dietro la macchina, ha nitrito annoiata. In effetti, partendo da San Francisco, mi aveva guardato con quei suoi occhi profondi, quasi aspettasse qualche inconveniente, lungo il tragitto. Quel nitrito è il suo modo per dirmi, “hai visto? Avevo ragione”.
Non me la prendo più di tanto, sono in anticipo sulla convention, solo che certi contrattempi mi mandano sempre un po' in bestia. In mezzo al deserto di Monument Valley il cellulare non ha campo, non posso chiamare un carro attrezzi, o qualcuno che mi dia una mano. Prima o poi passerà un'anima pietosa, che mi tirerà fuori da questa situazione di stallo?
Neanche l'avessi chiamata, in risposta alla mia preghiera, vedo una nuvola di polvere davanti a me, avvicinarsi staccandosi man mano dalla linea dell'orizzonte. E' proprio contro sole, e la luce che aumenta mi fa distinguere a fatica i contorni della figura che si avvicina, che occhieggio da sotto le falde dello Stetson, ma ho ancora una buona vista, e che Dio mi fulmini se quello che viene verso di me non è un cavallo, con in groppa qualcuno che lo sta guidando con fermezza sulla pista.
Sorrido, appoggiandomi con la schiena al metallo fresco della Chevy, e poggiando il piede sulla ruota, per avere un contatto materico con manufatti tecnologici della mia epoca, altrimenti sarei tentato di credere di trovarmi davvero in un film di John Ford. Chiuso in una diligenza, mentre arrivano i pellerossa.
Wavy nitrisce, eccitata. Quel cavallo è un maschio. Chissà perché, qualcosa mi dice che il cavaliere, al contrario, è una donna.
Cavallo e cavaliere si avvicinano alla strada, la attraversano e vengono verso di me. E' proprio una ragazza quella che sta smontando di sella, a pochi passi dalla mia auto. Dai lineamenti sembra un'indiana, forse Navajo, visto che siamo nel loro territorio. E' vestita in maniera semplice e comoda: una camicia chiara, un paio di jeans, degli stivali alti di foggia texana. E' molto carina, avrà sui venticinque anni, forse uno o due di più.
Mi squadra con un'espressione a metà tra l'ironico e il divertito. Devo essere proprio ridicolo, fermo sulla strada, col mio cappello calato sugli occhi e i pollici infilati nella cintura.
-Serve aiuto, cow boy?- chiede, con una voce chiara, dolce e cristallina.

27/03/09

Estate Western

0 Estate Western 01Magaskawee firme I
Magaskawee
La luce che si alza dal mare, è la stessa che vedo sorgere nel deserto, e abbassarsi dietro rosse montagne senza smettere di brillare, riflettendo i suoi raggi dai caldi colori sul Torrente, che pigramente giace nel suo letto di cristallo.
Sono Magaskawee Clearwater, nelle mie vene scorre puro sangue indiano, discendente Navajo di cognome, Sioux di nome, oltre che di sangue da ambo le parti.
Ogni giorno mi alzo all'alba per godermi il sole nascente, in compagnia della sola natura, che mi circonda, e di Blue Angel, il mio migliore amico, uno stallone dalla criniera nera e il pelo marrone.
La natura abita in me, e con l'urbanizzazione non ci vado molto d'accordo. Amo salire in groppa al mio cavallo, che sfreccia veloce come un fulmine, facendomi sentire addosso il vento che mi scompiglia i capelli, simile al respiro di Dio che riempie i polmoni di infinito. È come una corsa nel passato, sento l'essenza dei miei antenati profumare il nuovo giorno, e resto a cavalcare per ore, prima di rientrare nella realtà contemporanea.
Al tramonto torno nello stesso posto, per catturare i sogni del corso d'acqua che scorre lungo il deserto, stanco e bruciato dal fuoco solare, che spia i suoi pensieri da vecchio spavaldo consumato dal mondo.
Aspetto che la luna faccia capolino tra le stelle, trasformando le scintille d'acqua dai mille colori, in perle d'argento baciate dal timido venticello delle prime ore serali. È in quel momento che raccolgo i miei silenzi e li confido al Torrente, perché li trascini nella notte a cavallo di due mondi, distanti ma paralleli, danzanti sulle note del tempo distante uno scorcio d'eternità.
Questa sono io, abitante dei giorni nostri, costantemente in contatto con le radici del passato, profondamente piantate in tutti gli angoli della mia esistenza, mentre aspetto l'arrivo dell'estate.
Oggi ho visto il sole salutarmi qualche minuto prima del solito, ho catturato i suoi raggi sul viso, mentre Blue Angel si abbeverava nel Torrente.
Ora cavalco libera lasciando indietro la polvere che si alza dalla terra al nostro passaggio, senza pensare a nient'altro oltre la bellezza di quel senso di pace interiore, che porto con me da quando ho scoperto di esserci.
Sono ancora assorta nei miei pensieri, mentre comincio a costeggiare la strada, quando mi accorgo di un auto ferma sul ciglio, con un carrello appendice che trasporta un cavallo. “L'ennesimo cow boy rimasto in panne!”, penso.
Mi fermo per essere certa che abbia bisogno d'aiuto, e resto a guardarlo da lontano. Quel cow boy ha proprio l'aria di chi è appena rimasto fregato dalla tecnologia... sì, ha bisogno d'aiuto! Mi avvicino a lui lentamente, per inquadrare bene la sua figura.
È in piedi poggiato con la schiena sulla macchina, nasconde gli occhi sotto il cappello, ha un piede poggiato su una ruota e i pollici infilati nel cinturone di cuoio, atteggiamento tipico di chi è contrariato, e in attesa di qualcuno che gli dia una mano.
Sorrido pensando che il mio Blue Angel non gioca mai questi brutti scherzi, come quei pezzi di ferro messi insieme, e gli accarezzo affettuosamente la lunga criniera, gesto che lui apprezza particolarmente.
Il cow boy sembra non si sia ancora accorto del mio arrivo, sorrido ancora, e scendo dal cavallo.
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18/02/09

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Tessy: viaggia di Rodeo in Rodeo, nomade e romantico cow boy fuori al tempo, con la sua compagna Green Waver, una giumenta di sei anni bella come il sole... Magaskawee: figlia di tradizioni antiche, vive il presente in comunione con gli Elementi, e parla alla Natura con la voce dei suoi antenati Navajo e Sioux... I loro destini si incrociano all’alba, nel deserto di Monument Valley, portandoli verso la luce di una

ESTATE

WESTERN

Scritto da ROBI e SAMY CALIFORNIA Fotografia: MELVILLE WHITESANDS Musiche: The JA’ BAND Regia: RUTWEN e SAMANTAFOREVER Una Produzione CALIFORNIA LIVING
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